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Chirac alla sbarra

Jacques Chirac, ex presidente francese


C’è grande suspense a palazzo di Giustizia di Parigi per la prima volta di un ex capo dello stato in tribunale.
Tocca infatti a Jacques Chirac, che dopo essersi blindato rispetto alle inchieste della magistratura quando era all’Eliseo, è finito ora, a quattro anni dalla fine del secondo mandato, nelle maglie della giustizia per il processo sui falsi impieghi al Comune di Parigi, risalente ai tempi in cui era sindaco della capitale.

Tutti con il fiato sospeso, dunque, anche per la questione prioritaria di costituzionalità depositata dalla difesa dell’ex capo dello stato, che potrebbe far slittare di diversi mesi il processo. Su richiesta di suoi avvocati, Chirac, 78 anni e diversi acciacchi, è stato dispensato dalla presenza nella giornata inaugurale, ma dovrà essere in aula domani per il processo sui falsi impieghi mediante i quali alcuni dirigenti del suo ex partito, il neogollista Rpr, venivano remunerati ad inizio anni Novanta con il denaro pubblico delle casse del Comune.

Se l’avvocato di uno dei nove imputati decidesse di contestare una regola che ha impedito la prescrizione del caso, la questione finirebbe ai giudici di Cassazione, che avrebbero tre mesi di tempo per decidere se investire o no il Consiglio costituzionale. A loro volta, i “Saggi” avrebbero ancora tre mesi di tempo a disposizione per la sentenza.

Chirac, imputato di appropriazione indebita di fondi pubblici, abuso di potere e interessi illeciti, rischia fino a 10 anni di carcere e 150.000 euro di ammenda. Un centinaio le testate accreditate alla prima udienza. Assente dall’aula il Comune di Parigi, prima vittima del caso, che ha rinunciato a costituirsi parte civile dopo un accordo di risarcimento concluso lo scorso settembre con Chirac e l’Ump, l’attuale partito di centrodestra al governo, erede dell’Rpr.
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