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Pascoli smascherato!

Avete presente Il sabato del villaggio di Leopardi, quella canzone composta a Recanati nel 1829, poi pubblicata nell’edizione fiorentina dei Canti del 1831 e infine nell’edizione Starita del 1835? 

La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell’erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole,
ornare ella si appresta
dimani, al dì di festa, il petto e il crine

E vi ricordate che il critico Pascoli di quei versi scrisse:

Donzellette non vidi venire dalla campagna col loro fascio
d’erba: non ancora la lupinella insanguinava i campi. Avrei voluto vedere il
loro mazzolino, se era proprio di rose e di viole! Rose e viole nello stesso
mazzolino campestre d’una villanella, mi pare che il Leopardi non le abbia
potute vedere. A questa, viole di marzo, a quella, rose di maggio, sì, poteva;
ma di aver già vedute le une in mano alla donzelletta, ora che vedeva le altre,
il poeta non doveva qui ricordarsi.

Ebbene, Pascoli si sbagliava ed ecco rivelato il perchè: ma chi gliel’ha detto a lui che rose o viole non erano secche???

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