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Occupy Affari, la Bocconi e i sassi

Oggi una manifestazione nazionale a Milano raccoglierà tutte le forze contrarie alle politiche di austerità del governo Monti. Il percorso del corteo doveva originariamente partire dalla Bocconi per terminare di fronte alla borsa italiana, in Piazza Affari. Ma ciò, spiega Cremaschi, «non ci è stato permesso; mi ricorda quando c’era Berlusconi e a Roma si poteva manifestare ovunque ma non davanti a Palazzo Grazioli. Evidentemente la Bocconi è considerata casa di Monti».

Prima della manifestazione verrà portata una corona di fiori in memoria di Roberto Franceschi, studente ucciso durante le proteste che scoppiarono la sera del 30 gennaio 1973 in seguito alla decisione del rettore dell’università di impedire l’accesso alle assemblee studentesche serali a tutti coloro sprovvisti di libretto universitario: infatti, per garantire il rispetto di tale scelta, il rettore chiamò la celere, che circondò l’università, respinse gli studenti raccolti all’ingresso e non esitò a sparare ad altezza uomo, dunque in mezzo alla folla, mentre questi ultimi si allontanavano. Roberto fu colpito alle spalle, come Roberto Piacentini, mentre fuggiva dalla violenza dello sgombero. Non riprese mai più conoscenza.

La prima versione della Questura fu che il giovane era stato colpito da un sasso lanciato dai giovani contestatori. Vi ricorda qualcosa?

Caduta questa versione, le indagini si rivolsero verso gli agenti. La Questura, sulla base del rapporto del colonnello Arcangelo Scarvaglieri, avanzò la versione dell’agente in preda a raptus: affermò infatti che l’agente di PS Gianni Gallo avrebbe sparato in stato di semi-incoscienza. Ma tu pensa un po’. In quel periodo dovevano esserci tanti agenti semi-coscienti; che fosse una malattia endemica non ancora diagnosticata?

Le vacanze

Avevo in mente di scrivere su due argomenti, uno sulla scia dell’analisi di Marcuse sullo spostamento della produzione verso il Sud del mondo, l’altro sulle differenze tra Facebook e Twitter e le conseguenze che esse comportano. Tuttavia, capirete che l’impellenza del momento non mi permette di sorvolare un terzo argomento, che nell’immediato è di gran lunga più notevole, ovvero: i parlamenti quest’anno non vanno in vacanza.

Il tre agosto Berlusconi è stato chiamato in aula (non quella, quell’altra «sorda e grigia») per rispondere di ciò che sta facendo il Governo per evitare il tracollo di Piazza Affari, che potrebbe avvenire da un momento all’altro. Ovviamente, parlando dall’alto delle sue funzioni di presidente del consiglio italiano, ha invitato tutti ad acquistare le azioni delle sue aziende. Da non credere. Poi il parlamento ha deciso di sospendere le vacanze che erano previste per tutto il mese di agosto, così da poter trovare in fretta e furia una soluzione alla caduta libera della borsa.

A Tottenham, un quartiere di Londra, il 4 agosto Mark Duggan, pregiudicato, è inseguito dalla polizia e durante l’inseguimento viene colpito alla testa da un proiettile sparato dalle forze dell’ordine. Il giorno sucessivo, un presidio pacifico organizzato dai familiari della vittima degenera in violenza come da decenni non se ne vedevano in Regno Unito. Dopodiché è tutto un susseguirsi di eventi intrecciati e autocatalitici, e l’Inghilterra è in fiamme. David Cameron ha richiamato il parlamento dalle vacanze per risolvere la crisi dell’ordine pubblico, dopo aver tagliato soldi alla polizia e allo stato sociale, dicendo: «nella nostra società c’è qualcosa che non va». Ma va, come ha fatto ad accorgersene? Be’, direte voi, almeno, al contrario di quella puttana della Thatcher, ha ammesso che la società esiste.

Ieri, Francoforte era a -7 punti percentuali; un dato mostruoso, considerando che tutti vedono nella Germania la salvezza dell’Europa e della moneta unica.

Niente vacanze quest’anno, per le sanguisughe, no holidays thisnyear for leeches! Ma forse è questo il futuro che ci aspetta: le città in fiamme e le borse a farsi fottere.

Viva la decrescita!

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