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Dada

Io sono bravo a sparare cazzate: lo sono sempre stato.

Mi ricordo che da piccolo riuscivo a vedere il lato comico delle cose che accadevano, nel senso drammaturgico del termine, ma allora me ne stavo zitto; poi con l’età e il suo incedere sempre più insistente ho cominciato ad esternare le mie perplessità riguardo alla lunghissima serie di medaglie che ci circondano. Intendo dire che il mondo è pieno zeppo di fenomeni che, a coppie, sono facce della stessa medaglia, e di queste medaglie ce n’è un’intera collezione, un tesoro composto dai più svariati tipi di materiali e forme e colori, direi.

Ma come si fa a capire se uno è bravo o meno a sparare cazzate? Non certo dalla conformità a modelli preesistenti o dall’adesione a particolari dettami, che divertirebbero solo qualche ometto abitudinario e pigro di mente; non certo dal linguaggio e dallo stile, che possono adattarsi ad ogni forma e situazione con grande plasticità; non certo dal distacco totale dalla realtà delle cose, che più che indice di bravura nel dire cazzate è sintomo di mera follia.

No, cari signori e care signore, la bravura nello sparare cazzate non mi viene da questo, ma viene dal distacco dalla realtà delle idee e dei pensieri.

Oh, suvvia, non crederete che grandi filosofi, logici, matematici siano vissuti con un qualche scopo o predestinazione!

Il loro non era che un pallido riflesso del resto della storia umana, e per giunta il riflesso sfuggente di uno specchio ruotante che per un attimo riesce a catturare un raggio di luce, proiettandolo al centro delle nostre pupille, e poi più nulla, per sempre.

Invece ciò che sta veramente in fondo alle cose è il talento. Il talento, cari signori! Non è cosa da tutti evitare inconsapevolmente di seguire ossequiosamente regole, stabilite da chissà chi nel nostro modo di vedere il mondo, per inventarsi l’aldilà della bravura. Ma io, il talento, non ce l’ho. Io sono solo bravo, anche bravissimo se vogliamo, ma pur sempre bravo, a dire cazzate.

Signore e signori, ecco a voi Gli Ultimi!

Reazionario

Ho deciso: diventerò reazionario per una settimana. Per esperimento, mi impegnerò a non entrare su facebook e a non portare con me il cellulare per una settimana a partire da lunedì prossimo. Certo ci sarebbe da discutere se, in generale, il rifiuto della tecnologia costituisce di per sé una condizione sufficiente ad essere tacciati per reazionari e conservatori. Ma questo non importa, per ora facciamo solo questo esperimento.

E già che ci siamo, per contrasto, ecco la musica leggera più d’avanguardia che avreste potuto trovare during the late Sixties.

Ce lo insegnò Gheddafi…

quanto è importante la fi

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