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Contro l’Ancien Régime

Alla fine ho dato forma al mio motto. Non so in verità se avrei preferito evitare di ingabbiarmi lasciandomi andare a presentazione di me e del blog che, si sa, spesso lasciano il tempo che trovano, perchè una persona, un carattere, una mente, una vita, un pensiero, non si possono giudicare in qualche riga e assolutamente non si possono riassumere.

Comunque, Contro l’Ancien Régime è una pagina ancora incompleta. È stata scritta stanotte per effetto di un raptus espressivo che minava seriamente alla base la mia concentrazione per affrontare lo studio. Come molti noteranno, non è ancora una pagina di presentazione del blog né di me stesso. Ma datemi un po’ di tempo.


I borghesi hanno fatto la Rivoluzione Francese ma sembrano avere dimenticato che ciò che ha fatto della Francia une Grande Nation è stato il trinomio «Liberté, Égalité, Fraternité». Appena ne hanno avuto la possibilità, hanno abbandonato il cappello frigio dei sanculotti giacobini per sostituirlo con un ben più sontuoso cilindro di feltro nero da abbinare al panciotto e a dorati gemelli da camicia. Hanno inventato il mito del realizzarsi, si sono industriati come mai prima nella storia moderna per il progresso e la crescita economica in nome di una storiella, molto in voga all’epoca, che parlava di una mano invisibile. Hanno armato migliaia di uomini per reprimere le azioni e soffocare le voci di chi alla storiella non credeva o non poteva crederci, di fronte all’evidenza lampante della sua fallacità; hanno mandato quegli uomini con fucili e manganelli contro le folle affamate esattamente come poco tempo prima i Re e i Principi ne avevano mandati contro di loro; poi li hanno mandati in terre lontane, a imporre con la forza la nuova religione del dio denaro a popoli increduli e indifesi; alla fine non era più rimasto niente e li hanno mandati ad ammazzarsi tra di loro, come carne da macello. Non contenti di questo, hanno cominciato a monetizzare oggetti e concetti di ogni tipo, anche i più impensabili: dall’aria all’acqua, dalle parole alla musica, dalla scienza alla conoscenza, dalla vita alla morte, dall’immaginazione alla coscienza; e una volta monetizzati, comprarli è stato per loro facile come rubare le caramelle a un bambino.

Non è molto diverso dall’Ancien Régime. Quale Liberté, quale libertà di scelta consapevole posso vantare di avere se quando compro qualcosa non c’è alcuna trasparenza tra il marchio e il consumatore? Se quando voto democraticamente indicando qualcuno le decisioni le prende qualcun altro? Se non posso scegliere che lavoro fare per contribuire allo sviluppo civile e alla vita collettiva? Se non c’è reale partecipazione in scelte decisionali i cui effetti ricadono sulla testa di tutti? Che libertà ho, di fare cosa? Libertà di religione? È uno strumento di controllo sociale e limita la libertà nella misura in cui si basa su dogmi. Libertà di parola? Gli sgherri manzoniani sono pronti in ogni momento a manganellare o a censurarti se ti lasci sfuggire verità scomode. Libertà di scegliere che lavoro fare? Appartengo ad una generazione precaria sul piano lavorativo e sul piano esistenziale. Libertà di pensiero? «Avete ancora la libertà di pensare, ma quello non lo fate», diceva una canzone, «e in cambio pretendete» la libertà di indossare vestiti firmati, di avere l’ultimo modello del cellulare, di aggiornare il vostro profilo di Facebook, di seguire i reality show, di accendere la televisione per contare, sorridendo beffardi dentro di voi, quante disgrazie sono capitate oggi ad altri.

Dov’è l’Égalité quando l’economia è controllata da un’oligarchia dispotica e strutturata nel modo più vicino al totalitarismo che l’Occidente abbia saputo produrre dopo i Fascismi del Novecento? Quando la ricchezza è distribuita con un’asimmetria impressionante, per cui un decimo della popolazione sfrutta nove decimi delle risorse, mentre i restanti nove decimi della popolazione sono costretti a patire la fame, la sete, la miseria, le malattie nonostante che l’esistente sarebbe sufficiente per tutti? Dov’è la ragionevolezza dei padri illuministi della Rivoluzione, in tutto questo?

Che Fraternité posso dire di vedere in un mondo in cui si riesce a giudicare una persona, pur fatta di una sua individualità, basandosi sul colore della sua pelle o sulla forma dei suoi occhi, annullando così completamente ogni possibile forma di comunicazione e comprensione? Dov’è la fratellanza tra i popoli quando si sganciano bombe su civili inermi, e tra le persone quando alcune vengono rinchiuse per anni in lager di detenzione per scontare la pena per il reato di essere clandestini? E dov’è ancora quando, una volta usciti dai lager, li si infila in un bastimento come capi di bestiame per riportarli nell’inferno da cui provenivano? E, nell’eventualità che riuscissero a evitare questa triste sorte, dov’è la fratellanza e l’umanità quando, restando, non trovano che insulti e discriminazioni?

Non ci sono dubbi, questo è ancora l’Ancien Régime.

Reazionario

Ho deciso: diventerò reazionario per una settimana. Per esperimento, mi impegnerò a non entrare su facebook e a non portare con me il cellulare per una settimana a partire da lunedì prossimo. Certo ci sarebbe da discutere se, in generale, il rifiuto della tecnologia costituisce di per sé una condizione sufficiente ad essere tacciati per reazionari e conservatori. Ma questo non importa, per ora facciamo solo questo esperimento.

E già che ci siamo, per contrasto, ecco la musica leggera più d’avanguardia che avreste potuto trovare during the late Sixties.

Frustrati indisponibili

Eravamo a un passo dalla rivoluzione… e invece bisogna ricostruire tutto da capo

Feed RSS

Ciao ragazzi, ho fretta e non posso trattenermi; volevo dire (se non lo sapete già) che per i più assidui lettori di questo piccolo e modesto spazio della Rete, quelli che non vedono l’ora che esca l’intervento successivo, esiste il Feed RSS del mio blog a cui vi potete iscrivere a questo indirizzo (un Feed RSS è un elemento che si aggiunge sulla propria barra dei preferiti e che ad ogni nuovo intervento vi avvisa).
Per ora è tutto (ma tutto cosa?), linea al cervello.

Buon 25 dicembre


Dopo un tempo insolitamente lungo colgo l’occasione per augurare a tutti un buon solstizio d’inverno, ma che si ricordi soprattutto per essere il ventesimo anniversario della fucilazione di Nicolae Ceauçescu.
Auguro a tutti tanta gioia e tanta rivoluzione.

Eletto al consiglio d’istituto

Questo intervento non sto per scriverlo per superbia, ma perchè voglio in qualche modo essere grato a più di 300 persone che hanno dato con la loro preferenza appoggio ai progetti e alle iniziative proposte da me e dalla mia lista per la candidatura al consiglio d’istituto.
Il metodo proporzionale d’Hont è in effetti un tantino crudele, ma nonostante tutto sono riuscito ad essere eletto.
C’è chi dice che è grazie al linguaggio che ho utilizzato per la propaganda, chi perchè sono popolare (ma io non penso di esserlo), chi perchè ho scandito le parole nei miei discorsi e ho catturato in qualche modo l’attenzione, chi perchè col nostro programma non potevamo che farcela.
E ora, la partita è appena cominciata. Prossimo obiettivo: referendum studentesco nazionale.

Rimbocchiamoci le maniche, ragazzi, al lavoro!

Dedico a chi mi ha votato una canzone che non centra un cazzo ma rimane pur sempre una bella canzone.

Mercatino studentesco autogestito

https://i1.wp.com/www.fotothing.com/photos/7f5/7f5077a3b48d129f77d4cdb912f4745a.jpg

Signor Sindaco!

Signor Sindaco, che bello lo spazio ai giovani!
Possibile che in questa magnifica città, "grande di nuovo",  non esiste un posto pubblico dove poter allestire un mercatino dei libri scolastici? O forse è perchè qui le è sempre stato pieno di associazioni frequentate e composte dai soliti cinquanta che non fanno mai un cazzo, in un’associazione o nell’altra, quindi la cittadinanza non è abituata a richieste di locali, pubblici o privati.. non so se pensare che siamo incapaci noi o che il fallimento era comunque destino

40° anniversario

Ebbene oggi inizia il primo dei tre giorni di pace e musica, o meglio il suo anniversario dal 1969.
In realtà in effetti il gran concerto iniziò alle 5.07 pm del 15 agosto, aperto da Richie Havens, ma noi ragazzi scoppi avevamo già in programma una spaghettata al chiar di luna e una dormita in giardino cullata dalla musica, dunque si è deciso all’unisono di celebrare oggi la memoria dell’evento, fino al 16 (così veniva inclusa anche la nottata in spiaggia).

Forza ragazzi, i tempi sono cambiati ma se ci impegnamo forse riusciamo a fare qualcosa, vi voglio tutti attivisti!
Facciamoci coraggio! Give me an L! Give me a U! Give me a C! Give me a K! What’s the spell? Luck! What’s the spell? Luck! What’s the spell? Luck! What’s the spell? Luck! (Richie Havens prima di iniziare Freedom)

Three days of peace and music

Crisi d’identità

Bene, tornato da Castellammare di Stabia con certa soddisfazione e piacere nell’aver raggiunto con modestia le aspettative, chiedo qualcosa che non centra nulla a voi, lettori, che neanche centrate nulla.
Ho una crisi d’identità virtuale. Non mi piace il mio indirizzo pieroilcomunista@hotmail.it
È stupido. Non è che non mi piace perchè sia stupido, l’estetica non è mai stata il mio forte. Non mi piace darmi un’etichetta di cui non sono nemmeno tanto convinto quando qualcuno mi chiede semplicemente un contatto per farsi una chiacchierata. È fuori luogo e la risposta va quais sempre fuori tema rispetto alla domanda.
Quindi, dopo questa piccola introduzione, lancio il mio modesto sondaggio che vedrà sfidarsi le due nuove opzioni per il mio indirizzo, non senza un curriculum per ciascuna.

candidato n° 1: peomocolo@hotmail.it
curriculum: il mio autonimo quando ero piccolo

candidato n° 2: ucciellini@hotmail.it
curriculum: citazione disneyana

Aggiornamento dello spoglio elettorale:
candidato n° 1, preferenze            15
candidato n° 2, preferenze            10
schede nulle                                  3

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