A Zacinto

«Tu non altro che il canto avrai del figlio, / o materna mia terra; a noi prescrisse / il fato illacrimata sepoltura.» (Ugo Foscolo, A Zacinto, 1803)

 

Mi chiedo cosa provano i senegalesi, gli algerini, i marocchini, i burkinabé, quando lasciano la propria vita e voltano le spalle forse per sempre alle proprie case.

E con che coraggio io posso piangere una casa, come se fosse una persona, quando la mia condizione è fin troppo felice rispetto alla loro.

Ma io, come loro, non lascio un luogo; lascio un simbolo.

Il simbolo dei rovi schiacciati da pedane da cantiere per far spazio a una capanna; dei teatrini allestiti per le feste; dello studio trasformato in camera da letto; del tubo dell’acqua che spruzza un arcobaleno sopra la svicola che porta ai garage; del mio tredicesimo compleanno e Damiano inseguito dai compagni; dei giri in bici in pochi metri di terrazzo, di chiacchiere, pianti, grida, risate, dell’aria respirata da centinaia di persone; della registrazione di Ortone; della domenica mattina in cui ho imparato a pedalare su due ruote; delle spine di bougainville che bucano ruote di macchina; di litigi davanti a un pianoforte; della schifosa polenta di Carla; del cassetto in basso che non scorre; degli infissi mai riverniciati; del bianco acceso quando si tornava dopo tanto tempo.

Questo lascio, e sarà anche il simbolo dell’infanzia, che ricorderò sempre con gioia e infinita riconoscenza e che porterò dietro, perchè la memoria rende gli uomini liberi. Ma quella, da qui è lontana.

Ciao via Sofia 1, ciao cancello verde!

Buonanotte, per l’ultima volta!

Informazioni su Monsieur en rouge

Lotta continua contro l'Ancien Régime!

Pubblicato il 6 aprile 2011 su Pensieri. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. La casa resta ancora nostra, non è in vendita, e questa è una mezza consolazione.
    Anche io sono commosso di fronte al cumulo di ricordi (quasi tutti belli) che hanno accompagnato le nostre esistenze in questa casa, e mi chiedo se la nuova sarà contraddistinta da giornate altrettanto felici, in ogni caso quelle che sono state non saranno più.
    Quindi niente più nascita di Giulio e giochi di Piero.
    La vita va avanti, alla ricerca di cose diverse anche se non sempre migliori.
    Ma se oggi scrivo su questa pagina, vuol dire che la casa di via Sofia è stata teatro di un meraviglioso successo della mia vita, un successo di nome Piero.
    E adesso smettila di farmi piangere in ufficio.

  2. Dei pasti scroccati e dei corsi di pittura 😀 E delle dimostrazioni di matematica! Scusate, ora ho di nuovo rovinato tutto.

  3. Nello Lo Monaco

    non hai rovinato nulla, anche tu fai parte del bagaglio… un bacio

  4. Ah!! Finalmente hai imparato a scrivere il nome!

  5. dobbiamo andare a fotografare il marciapiede, c’è il tuo nome inciso da te quando eri alle elementari

  6. vero! se mai dovessero demolirlo, chiederò che mi informino per conservarmi il pezzo raro!

  7. possiamo sempre “demolirlo” noi, ma la mattonella a sè stante non sarebbe suggestiva come il marciapiedi…

  8. L’ho riletto e mi ha fatto uscire una lacrimetta

  9. Nello Lo Monaco

    fosse solo una…

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