Posted on 19 giugno 2011, in Libri and tagged amore, asimov, aurora, costume, cultura, daneel, disvalori, divieto, educazione, estetica, etica, fantascienza, formazione, gladia, isaac asimov, morale, rapporto sessuale, rapporto sociale, robot, sesso, società, sociologia, solaria, spazio, valori, vergogna. Bookmark the permalink. 6 commenti.
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Cultura! Libertà!


Propongo, sulla scia di questa breve considerazione espressa dal personaggio Gladia, nel romanzo di Asimov, di dire ciascuno la propria riguardo questo argomento. Provate anche voi, come Gladia, indignazione o fastidio di fronte alla mercificazione e alla “liberalizzazione” del sesso e al suo svincolamento dal rapporto amoroso? O non siete per niente riluttanti ad accettare il nuovo modello che la società propone? Oppure indifferenti? O ancora ritenete che l’analisi non sia corretta? O magari avete altre considerazioni da fare. Il dibattito è aperto.
Io non ho niente in contrario con il fatto che il sesso possa essere svincolato dall’amore. Se una persona prova un certo bisogno, perchè non può essere soddisfatto, cosi come il cibo e la pipì? Se a una persona va bene che il sesso venga fatto con un’altra persona verso la quale non si prova nessun tipo di amore o amicizia, perchè no? Basta che piaccia e non faccia male a nessuno.
Inoltre credo che se si facesse sempre risulterebbe noioso, proprio come per Aurora. Proprio come il respirare o il mangiare in continuazione o vedere una persona 24h su 24. Più di questo non so dire!
@Damapagna: quello che dici si poggia però sull’assunzione che il sesso sia sempre percepito nella sua forma naturale. Ma c’è differenza tra i bisogni e i desideri, perchè i secondi possono essere fittizi e indotti da altri: gli eccessi non sono naturali né umani, ma piuttosto disumanizzanti e alienanti. Esistono il bisogno di nutrirsi e quello di svuotarsi la vescica, ma se sfruttando i bisogni naturali si finisce per formare nella mente (singola o sociale) desideri innaturali come il rimpinzarsi fino alla nausea o temere costantemente di essersela fatta addosso, stiamo parlando di un lato patologico e non più fisiologico.
In altre parole, riesco ad accettare l’indipendenza (almeno conscia) tra istinti sessuali e rapporti amorosi, ma non mi va giù la mercificazione. Engels in Germania si indignava per come la classe operaia fosse oppressa e tenuta in condizioni di vita inimmaginabili e per come gli unici piaceri che a questa venissero lasciati nelle loro misere esistenze fossero il sesso e l’alcol. Immagino di non dover spiegare perchè non se ne stupiva affatto.
Ma quando il sesso diventa un desiderio? Quando lo fai per non riprodurti? Allora là diventa un eccesso?
Il sesso da bisogno diventa desiderio non nel momento in cui lo si fa senza scopi riproduttivi, ma nel momento in cui girovagando per la rete scopri he esistono ragazzine di 12 anni che hanno intenzione di suicidarsi perchè tutte le loro amiche hanno già avuto rapporti sessuali mentre loro no. Questo è chiaramente un desiderio socialmente indotto e uno strumento di controllo sociale: far credere alla gente che non esista qualcosa di più importante e per cui valga la pena vivere.
“Se una persona prova un certo bisogno, perchè non può essere soddisfatto, cosi come il cibo e la pipì?”
Replico sinteticamente: perchè il sesso, a differenza del cibo e della pipì, ha delle implicazioni psicologiche invasive, e molto difficilmente si fa sesso senza alcun coinvolgimento psicoaffettivo.